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	<title>fabio geda ///</title>
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	<description>infanzie culture narrazioni luoghi e altre cose che mi interessano</description>
	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 08:07:46 +0000</pubDate>
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		<title>Il fumetto e la scienza</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Su Tutto Scienze di ieri, questo pezzo del sottoscritto dedicato al fumetto e alla divulgazione scientifica. 
La traduzione della realtà in immagini disegnate richiede una grande capacità di sintesi. Divulgare la scienza – divulgare qualunque cosa – anche. E se il fumetto, quindi, fosse il mezzo migliore per la divulgazione? Definiamo divulgazione (questo è semplice): diffondere, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Su <strong><a href="http://www.lastampa.it/_settimanali/tSt/">Tutto Scienze</a></strong> di ieri, questo pezzo del sottoscritto dedicato al fumetto e alla divulgazione scientifica.</em> </p>
<p>La traduzione della realtà in immagini disegnate richiede una grande capacità di sintesi. Divulgare la scienza – divulgare qualunque cosa – anche. <strong>E se il fumetto, quindi, fosse il mezzo migliore per la divulgazione? </strong>Definiamo divulgazione (questo è semplice): diffondere, in forma accessibile a molti, nozioni complesse. Ora definiamo fumetto (questo è meno semplice): per dirla con le parole di <strong><a href="http://scottmccloud.com/" target="_blank">Scott McCloud</a></strong>, disegnatore americano e teorico dell’arte sequenziale, il fumetto è un sistema di comunicazione di enorme ampiezza, che l’autore può controllare a fondo, e che crea con il pubblico un rapporto unico, intimo; il fumetto possiede un potenziale così grande, così fecondo e, tuttavia, così annichilito nelle sue applicazioni limitate alla cultura popolare, che verrebbe da piangere, <em>sic!</em></p>
<p>A prova della sua tesi, Scott McCloud ha dedicato al fumetto due capolavori di saggistica usando, appunto, le nuvole parlanti. In <em><strong><a href="http://www.pavesio.com/scheda_autore.asp?autore=Scott McCloud" target="_blank">“Capire il fumetto”</a></strong></em> e in <em><strong><a href="http://www.pavesio.com/scheda_autore.asp?autore=Scott McCloud" target="_blank">“Reinventare il fumetto”</a></strong></em>, pubblicati in Italia dalla Pavesio Productions, McCloud, attraverso il disegno, illustra le possibilità e la complessità di questo linguaggio come nessun saggio “scritto” avrebbe mai potuto fare. Facile, direte voi. È un giochetto autoreferenziale. Per nulla, dico io. La sua è una formula perfettamente esportabile in altri contesti scientifici. Per diversi motivi.</p>
<p><img width="437" height="96" id="image558" style="width: 501px; height: 673px" alt="mccloud.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2010/03/mccloud.jpg" /></p>
<p>Anzitutto, perché <strong>il fumetto contiene, in ogni caso, una certa quantità di testo scritto, ma caratterizzato dal fatto di dover essere gestito con maggiore attenzione e parsimonia</strong>. Le dita non possono scorrere sulla tastiera in libertà. Le frasi, brevi e incisive, devono essere scelte con cura e distribuite nella pagina in armonia con le vignette che, a loro volta, saranno riempite di immagini che, senza costosi effetti speciali, permetteranno di visualizzare i concetti, anche quelli più astratti, con soluzioni lampanti, spesso piacevolmente ironiche, o con metafore visive di grande impatto.</p>
<p>Se poi le nozioni da divulgare le inseriamo dentro una storia, e aggiungiamo anche il potere magico dell’intreccio narrativo e della proiezione, be’, allora ci affezioneremo ai personaggi, ne seguiremo le gesta, e <strong>due eroi “del pensiero” come Georg Cantor e Bertrand Russell finiranno per diventare attraenti e perturbanti come certi supereroi della Marvels</strong>, o come i detective dell’incubo e del mistero della Bonelli, o forse persino di più.</p>
<p>Georg Cantor e Bertrand Russell, proprio loro. Non li ho citati a caso. Entrambi, infatti, li trovate magnificamente disegnati e raccontati, insieme ai loro colleghi Frege, Turing, Hilbert e molti altri in <em><strong><a href="http://www.logicomix.com/en/" target="_blank">“Logicomix. An epic search for truth”</a></strong></em> un capolavoro a fumetti per ora disponibile solo nella versione anglosassone, ma che sarà pubblicato da Guanda in primavera. La storia della logica e del pensiero matematico rievocata attraverso la vita, pubblica e privata, di Bertrand Russell, resa, dalla penna e dai pennelli degli autori, avvincente e avventurosa, sì, ma anche inappuntabile e rigorosa dal punto di vista scientifico.</p>
<p>Georg Cantor lo ritrovate anche in <em><strong><a href="http://www.001edizioni.com/ultima-lezione-a-gottinga/" target="_blank">“Ultima lezione a Gottinga”</a></strong></em> di Davide Osenda, pubblicato dalla 001 Edizioni dopo essere stato diffuso in rete e giustamente segnalato durante l’edizione 2008 del Festival della Matematica di Roma. Una storia ambientata in Germania negli anni della dittatura nazista, dove un vecchio professore ebreo e un giovane uomo discutono della teoria dell’infinito – appunto – di Georg Cantor. Un compito a prima vista impossibile quello di trasporre in fumetti un teorema matematico, ma che a Davide Osenda riesce in maniera eccellente attraverso snodi narrativi brillanti e soluzioni grafiche ingegnose (molte tavole della prima versione le potete trovare on-line).</p>
<p>Scostandoci di poco dalla matematica ed entrando nel campo della fisica troviamo <em><strong><a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0076-5" target="_blank">“Un pensiero abbagliante”</a></strong></em>, romanzo a fumetti pubblicato da Sironi, che ha come protagonista assoluto il danese Niels Bohr, padre della meccanica quantistica. Perché parlare di protoni e neutroni è possibile farlo anche mescolando la scienza alle disavventure degli scienziati. Lo sapevate che Bohr ha attraversato la Manica nascosto nel vano bombe di un aereo, che ha aiutato Enrico Fermi a scappare dall’Italia e che lo volevano rapire sia i nazisti che i sovietici?</p>
<p><img width="484" height="96" id="image559" style="width: 524px; height: 706px" alt="038gottinga.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2010/03/038gottinga.jpg" /></p>
<p>Ora, <strong>partendo dal presupposto che il problema, in Italia – prima ancora che scervellarsi sul fumetto di divulgazione – sarebbe quello di sdoganare il fumetto<em> tout court</em></strong>, farlo uscire dagli angoli delle librerie dedicati all’infanzia, aiutarlo ad affiorare nel mare della letteratura e della saggistica per adulti, pagare il riscatto che lo aiuti a svincolarsi dalla tirannia culturale degli albi seriali venduti nelle edicole. Detto questo, non possiamo tralasciare il fatto che il fumetto ai bambini piace. Allora perché non usarlo per veicolare contenuti stimolanti e fecondi oltre al solito intrattenimento?</p>
<p>Così, esattamente come in lingua inglese troviamo opere a fumetti sulla biologia come “<em><strong>The Stuff of Life: A Graphic Guide to Genetics and DNA”</strong></em> e <em><strong>“Charles Darwin&#8217;s On the Origin of Species: A Graphic Adaptation”</strong></em><strong>,</strong> in Italia abbiamo, per i più piccoli, il bellissimo <em><strong><a href="http://codiceedizioni.it/catalogo/pubblicazioni/little-darwin" target="_blank">“Little Darwin”</a></strong></em> pubblicato da Codice, che mescola testo e illustrazioni con intelligenza e precisione, trasformando la vita di Charles Darwin e le sue ricerche sull’evoluzione delle specie in un racconto meraviglioso, narrato dallo stesso Darwin alla piccola Alice. Il testo di Mara Dompè e i disegni di Alessandro Blengino si fondono in una felice sintesi (per tornare all’inizio del discorso) e restituiscono tutto il fascino della scoperte del naturalista inglese, amalgamando informazioni scientifiche e biografiche a curiosità e aneddoti.</p>
<p>Il disegno allenta le difese del bambino rispetto alla complessità del testo che gli stiamo proponendo. Il disegno ha un effetto rilassante, ancestrale; predispone alla fantasia. Effetto tutt’altro che secondario se diamo retta ad <strong>Albert Einstein: fu lui a dire che l’immaginazione è più importante della conoscenza.</strong>
</p>
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		<title>Nel mare ci sono i coccodrilli</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 11:57:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ragazzi, mi sa che ci siamo. Quando si comincia a lavorare alla copertina significa che il libro è chiuso, il titolo è scelto, e quindi è possibile creare un&#8217;immagine come quella sotto che illustri all&#8217;illustratore (in questo caso il meraviglioso Marco Cazzato) quali sono gli spazi da occupare con il disegno. Con Marco ci siamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi, mi sa che ci siamo. Quando si comincia a lavorare alla copertina significa che il libro è chiuso, il titolo è scelto, e quindi è possibile creare un&#8217;immagine come quella sotto che illustri all&#8217;illustratore (in questo caso il meraviglioso <strong><a href="http://www.marcocazzato.it/" target="_blank">Marco Cazzato</a></strong>) quali sono gli spazi da occupare con il disegno. Con Marco ci siamo visti l&#8217;altro giorno, in occasione di <em>Speech for Haiti</em>. Buttato lì idee, fascinazioni, sensazioni. Quando me ne sono andato, non credo se ne sia accorto. Aveva lo sguardo lontano.</p>
<p>Il titolo e il sottotitolo sono entrambi importanti. Come nei due libri precedenti, il titolo apparirà a un certo punto nel testo - a voi scoprire dove e perchè. Il sottotitolo dice che tutto quello che viene raccontato, tutto quello che leggerete, è vero.</p>
<p>Be&#8217;, credetemi, è così.</p>
<p><img width="354" height="96" id="image554" style="height: 477px" alt="mare.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2010/03/mare.jpg" />
</p>
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		<title>Tre cose magiche successe a New York</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 07:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La prima. Ora, molti di voi sanno che Molto Forte, Incredibimente Vicino di J. S. Foer è uno dei miei libri preferiti in assoluto (per tutta una serie di motivi). Una domenica pomeriggio entro da Borders, accanto al Madison Square Garden, dopo essere stato a vedere i Knicks e Danilo Gallinari. Non ho fatto nemmeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La prima</strong>. Ora, molti di voi sanno che <em>Molto Forte, Incredibimente Vicino </em>di J. S. Foer è uno dei miei libri preferiti in assoluto (per tutta una serie di motivi). Una domenica pomeriggio entro da Borders, accanto al Madison Square Garden, dopo essere stato a vedere i Knicks e Danilo Gallinari. Non ho fatto nemmeno tre passi dentro la libreria che un commesso mai visto prima si avvicina, mi prende sottobraccio, mi trascina verso uno scaffale, batte una mano violentemente contro la copertina di un libro e dice: Questo libro è fantastico, devi assolutamente leggerlo. Poi si gira e se ne va. Il libro era <a href="http://www.amazon.com/Extremely-Incredibly-Close-Jonathan-Safran/dp/0618329706" target="_blank"><strong>questo</strong></a>.</p>
<p><strong>La seconda.</strong> Bruce Springsteen è il mio mito musicale, ascolto anche un sacco di altra roba, certo, ma Bruce Springsteen è il mio <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imprinting_(etologia)" target="_blank">Konrad Lorenz e io la sua oca</a></strong>. L&#8217;ho visto decine di volte in concerto, mi ha accompagnato per tutta l&#8217;adolescenza e nelle sue canzoni ho trovato, in diverse occasioni, risposte a domande che avevo paura di farmi. <em>Because The Night </em>è una canzone scritta da lui insieme a Patti Smith, una delle prime che abbia ascoltato, una di quelle che, a tredici anni, mi hanno fatto innamorare di Bruce. Bene, un giorno leggo su un giornale che Patti Smith leggerà brani da <a href="http://www.amazon.com/Just-Kids-Patti-Smith/dp/006621131X" target="_blank"><strong>questo</strong></a> libro da Barnes And Noble. Vado. Ascolto la lettura (lei è molto simpatica). Alla fine prende la chitarra, si alza in piedi, e nel silenzio assoluto di una stanza con cento persone dentro, canta tutta <em>Because The Night. </em></p>
<p>La terza è stata il tempo. Mite, autunnale, fossimo stati in autunno. Per un pelo ho evitato <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/02/06/visualizza_new.html_1681301490.html" target="_blank"><strong>questo</strong></a>.</p>
<p><img width="344" height="96" id="image553" style="width: 363px; height: 470px" alt="newyork.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2010/02/newyork.jpg" />
</p>
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		<title>Salinger&#8217;s funeral party</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:57:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="385" height="96" id="image550" style="width: 504px; height: 673px" alt="salinger.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2010/02/salinger.jpg" />
</p>
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		<title>Twenty Seconds IPhone Project - New York 3</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 22:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dave Eggers (e altri) hanno fondato a Brooklyn la 826NYC, una organizzazione nonprofit dedicata a supportare bambini e ragazzi tra i sei e i diciotto anni nelle loro competenze letterario-linguistico-espositive. Brooklyn Superhero Supply, affacciato sulla 5th avenue di Brooklyn, è il negozio che fa da ingresso alle stanze dedicate ai laboratori per i bambini (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dave_Eggers" target="_blank"><strong>Dave Eggers</strong></a> (e altri) hanno fondato a Brooklyn la <a href="http://www.826nyc.org/" target="_blank"><strong>826NYC</strong></a>, una organizzazione nonprofit dedicata a supportare bambini e ragazzi tra i sei e i diciotto anni nelle loro competenze letterario-linguistico-espositive. <em>Brooklyn Superhero Supply</em>, affacciato sulla 5th avenue di Brooklyn, è il negozio che fa da ingresso alle stanze dedicate ai laboratori per i bambini (che sono sul retro). Nel negozio si vendono cose assurde, che potete vedere andando sul loro sito <strong><a href="http://www.superherosupplies.com/" target="_blank">SuperheroSupplies</a></strong>.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/sX1UwGfqDJ0" width="425" height="355" wmode="transparent">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sX1UwGfqDJ0" /></object> </p>
<p>18 gennaio 2010. Nel giorno del Martin Luther King day (è festa nazionale, negli States) ho fatto una delle molte passeggiate in <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Central_Park" target="_blank">Central Park</a></strong>. Potrei dire che è il mio posto preferito a New York? Ce ne sono altri che gli mordono la coda, ma sì, potrei azzardarmi a dirlo. Lo specchio d&#8217;acqua che si vede è il <em>Jacqueline Kennedy Reservoir</em>, luogo d&#8217;elezione per il jogging newyorkese.I palazzi sono quelli dell&#8217;Upper West Side.</p>
<p>E ora, ragazzi, si torna a casa.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/SMhbuZafxHg" width="425" height="355" wmode="transparent">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SMhbuZafxHg" /></object>
</p>
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		<title>Stefano Bollani</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 16:01:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sul numero di gennaio di Linus, la mia infantile chiacchierata con Stefano Bollani sulla sua infanzia. C&#8217;è un cambio alle &#8220;matite&#8221;: le illustrazioni passano da Marco Cazzato (affidato ora a Matteo B. Bianchi e al suo laboratorio esordienti) a Marco Marella.
Piccolo backstage. Questa intervista è stata fatta al telefono, nel parcheggio di un autogrill sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero di gennaio di <strong>Linus</strong>, la mia infantile chiacchierata con Stefano Bollani sulla sua infanzia. C&#8217;è un cambio alle &#8220;matite&#8221;: le illustrazioni passano da <strong>Marco Cazzato</strong> (affidato ora a Matteo B. Bianchi e al suo laboratorio esordienti) a <strong>Marco Marella</strong>.</p>
<p>Piccolo backstage. Questa intervista è stata fatta al telefono, nel parcheggio di un autogrill sulla Torino-Milano. Stavo rientrando da Como e avevo appuntamento con lui - telefonico, l&#8217;appuntamento - alle sette, ma non sono riuscito a raggiungere casetta in tempo, a causa di un mega ingorgo. Così ho parcheggiato, ho festeggiato con un Bufalino e una Coca (che se facevo l&#8217;opzione menù mi davano anche un muffin) e l&#8217;ho chiamato chiuso in macchina, per riuscire a sentire qualcosa. Molto rock, tutto ciò. <em>O no?</em></p>
<p>Il pezzo è fruibile dalle vostre pupille <a href="http://linus.net/2010/01/bambini-nel-tempo-di-fabio-geda-3/" target="_blank"><strong>in codesto luogo</strong></a>. </p>
<p><img width="247" height="96" id="image544" style="height: 281px" alt="bollani.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2010/01/bollani.jpg" />
</p>
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		<title>Twenty Seconds IPhone Project - New York 2</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 17:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Times Square di notte è un salto nell&#8217;iperspazio. Le dimensioni si moltiplicano, il tempo stesso (time) cambia la forma degli oggetti, e i colori, e l&#8217;aspetto materico delle cose: vince il traslucido, l&#8217;abbaglio. Times Square - per essere esatti, si dovrebbe dire Duffy Square - vista dall&#8217;angolo della 44th street verso nord. In parte pedonalizzata, è ora uno spazio molto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Times Square di notte è un salto nell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Iperspazio" target="_blank"><strong>iperspazio</strong></a>. Le dimensioni si moltiplicano, il tempo stesso (time) cambia la forma degli oggetti, e i colori, e l&#8217;aspetto materico delle cose: vince il traslucido, l&#8217;abbaglio. Times Square - per essere esatti, si dovrebbe dire Duffy Square - vista dall&#8217;angolo della 44th street verso nord. In parte pedonalizzata, è ora uno spazio molto più vivibile rispetto all&#8217;ultima volta che ci sono stato.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/s_8HV3Hhdck" width="425" height="355" wmode="transparent">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s_8HV3Hhdck" /></object></p>
<p>Tornando verso casa - sull&#8217;87th tra Park Avenue e Lexington - attraverso lo spazio interno del Rockfeller Center. La gente pattina. E&#8217; la pista pù famosa della città, ma anche la più cara. Meglio andare a Central Park, se vi sentite Carolina Kostner, o a Bryant Park, dietro la Pubblic Library. Sbattere le chiappe sul ghiaccio farà male uguale, ma vi costerà meno. Sul fascino dei luoghi, poi: a oguno il suo.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/ssqWFamT4s0" width="425" height="355" wmode="transparent">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ssqWFamT4s0" /></object>
</p>
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		<title>Twenty Seconds IPhone Project - New York 1</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 00:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Twenty Second IPhone Project, ossia immagini fisse (salvo il tremolio da distillatore di  Talisker che contraddistingue la mia presa) che durano venti secondi e catturate con il suddetto strumento. E cosa cominciare a registrare, con la piccola mela, se non frammenti della Grande Mela?  
Venti secondi del Brooklyn Bridge, verso Manhattan.


E venti secondi del Brooklyn Bridge verso Brooklyn. Al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Twenty Second IPhone Project, </em>ossia immagini fisse (salvo il tremolio da distillatore di  <a href="http://landingpage2.taliskerwhisky.com/?Lang=it&#038;BrandId=SO&#038;RefUrl=http%3a%2f%2fwww.taliskerwhisky.com%2fTemplates%2fRedirectToURLTemplate.aspx%3fNRMODE%3dPublished%26NRNODEGUID%3d%257b17071ECD-5481-46A7-8559-EB51E43569B0%257d%26NRORIGINALURL%3d%252f%26NRCACHEHINT%3dGuest" target="_blank"><strong>Talisker</strong></a> che contraddistingue la mia presa) che durano venti secondi e catturate con il suddetto strumento. E cosa cominciare a registrare, con la piccola mela, se non frammenti della Grande Mela?  </p>
<p>Venti secondi del Brooklyn Bridge, verso Manhattan.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/A5u6_koKYEc" width="425" height="355" wmode="transparent">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/A5u6_koKYEc" /></object></p>
<p>E venti secondi del Brooklyn Bridge verso Brooklyn. Al tramonto di oggi, 13 gennaio 2010.</p>
<p><object type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.youtube.com/v/3dmaVoOam1A" width="425" height="355" wmode="transparent">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3dmaVoOam1A" /></object>
</p>
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		<title>Luca Mercalli / Terre di Mezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 11:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Prosegue l&#8217;avventura di LINUS con la rubrica Bambini nel tempo (del cui nuovo corso ho detto qui). Nel numero di dicembre, che trovate in edicola, ho chiacchierato con Luca Mercalli (potete leggere l&#8217;articolo sul blog di LINUS). Su quello di gennaio mi troverete in compagnia di Stefano Bollani.
Una video-intervista lo-fi di quest&#8217;estate, fattami dal prode Davide Musso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue l&#8217;avventura di LINUS con la rubrica <em>Bambini nel tempo</em> (del cui nuovo corso ho detto <a href="http://www.fabiogeda.it/2009/11/08/intervista-ad-ascanio-celestini/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>). Nel numero di dicembre, che trovate in edicola, ho chiacchierato con <strong>Luca Mercalli</strong> (potete leggere l&#8217;articolo sul <a href="http://linus.net/2009/12/il-bambino-mercalli-di-fabio-geda/" target="_blank"><strong>blog di LINUS</strong></a>). Su quello di gennaio mi troverete in compagnia di <strong>Stefano Bollani</strong>.</p>
<p>Una <a href="http://blog.terre.it/musso/rubrica/8/post/48/Uno-scrittore-(educatore)-che-sogna-la-pensione..." target="_blank"><strong>video-intervista</strong></a> lo-fi di quest&#8217;estate, fattami dal prode <strong>Davide Musso</strong> di <strong>Terre di Mezzo </strong>in un baruccio milanese vicino alla Cascina Barona, in occasione del festival Scrivere sui Margini. Si chiacchiera di scrittura, di lavoro e di pensione (di cosa?).</p>
<p>Buon anno, ragazzi. Un anno pieno di speranza, spero.</p>
<p>(Io l&#8217;ho cominciato acquistando un biglietto del treno New York - Washington e un biglietto per la partita dei Nicks contro i Pistons al Madison Square Garden. Oh, che belle cose capitano, di tanto in tanto)</p>
<p><em>Stay tuned!</em></p>
<p><img width="583" height="61" id="image540" style="width: 482px; height: 222px" alt="geda-dicembre.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/12/geda-dicembre.jpg" /></p>
<p><em>(disegno del magnifico Marco Cazzato per Linus, of course)</em>
</p>
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		<title>2010</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 09:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Alcune informazioni sui mesi a venire che possono essere utili a chi passa dal blog (soprattutto a quelli che passano dal blog per raccogliere la mail e scrivermi e invitarmi a partecipare a qualche evento, cosa che, sapete, faccio sempre molto volentieri, ma prima di farlo - di invitarmi - leggete quanto segue, occhei?).
Primo) Dal 10 al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune informazioni sui mesi a venire che possono essere utili a chi passa dal blog (soprattutto a quelli che passano dal blog per raccogliere la mail e scrivermi e invitarmi a partecipare a qualche evento, cosa che, sapete, faccio sempre molto volentieri, ma prima di farlo - di invitarmi - leggete quanto segue, <em>occhei?</em>).</p>
<p><strong>Primo)</strong> <em>Dal 10 al 30 gennaio</em>, non ci sono. La scorsa estate non ho fatto vacanza: il lavoro era tanto e ho dovuto soccombere alle consegne. Così - visto che anche quest&#8217;anno, credo, i mesi da febbraio in poi, estate compresa, saranno molto, molto intensi - mi sono concesso una sosta nel primo mese dell&#8217;anno, in modo tale da prendere la rincorsa per i restanti undici. <em>Sarò raggiungibile per mail, ma non per telefono.  </em></p>
<p><strong>Secondo)</strong> Ad aprile uscirà un libro. Per ora non vi dico altro, ma restate connessi: avrete presto notizie. Il fatto che ad aprile esca un libro mi fa dire: per favore, non scrivetemi per organizzare nuove presentazioni fino a quella data. Da aprile in poi si ricomincia, con una storia nuova.</p>
<p><strong>Terzo)</strong> Be&#8217;, ragazzi, terzo: Buon Natale. E ricordatevi che, a Natale, tutte le strade conducono a casa.</p>
<p> <img width="235" height="96" id="image538" style="height: 268px" alt="rockwell-3.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/12/rockwell-3.jpg" /></p>
<p> 
</p>
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		<title>In cerca della poesia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 21:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Ebbene sì. Sono abbonato a Fastweb, e ho, tra i diversi servizi, accesso alla Tv di Fastweb. Non la uso granchè - non guardo molto la televisione, solo di notte, di solito - ma ci sono un paio di cosette che in diverse occasioni mi sono tornate utili. La prima è ReplayTv, ossia la possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ebbene sì. Sono abbonato a Fastweb, e ho, tra i diversi servizi, accesso alla Tv di Fastweb. Non la uso granchè - non guardo molto la televisione, solo di notte, di solito - ma ci sono un paio di cosette che in diverse occasioni mi sono tornate utili. La prima è ReplayTv, ossia la possibilità di rivedere qualunque programma trasmesso negli ultimi tre giorni. La seconda è un discreto database di vecchie programmi, filmati, documentari e quant&#8217;altro.</p>
<p>Ieri sera, nel database di cui sopra, ho scovato una vera chicca. Si tratta di &#8220;In cerca della poesia&#8221; un lungometraggio di montaggio - ossia costruito con materiale d&#8217;archivio - di Giuseppe Bertolucci. Un viaggio di un paio d&#8217;ore in un secolo di poesia italiana: <strong>Saba</strong> che legge <em><a href="http://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-umberto-saba/goal-di-umberto-saba.html" target="_blank"><strong>Goal</strong></a></em>, <strong>Ungaretti </strong>che si sbraccia, <strong>Moravia</strong> che piange la morte di Pasolini.</p>
<p>L&#8217;ho cercato in rete e - meraviglia - l&#8217;ho trovato. Dovete cliccare su <strong><a href="http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=288" target="_blank">In cerca della poesia - puntata integrale</a></strong>.</p>
<p><img width="249" height="96" id="image536" style="height: 290px" alt="montale.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/12/montale.jpg" />
</p>
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		<title>Cognac!</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Il vostro imbrattacarte ha vinto il Prix Jean Monnet des Jeunes Européens, a Cognac, battendo Daniel Kehlmann e Christos Chryssopoulos. In premio, una bottiglia di Cognac vuota con dentro i bigliettini con i commenti di tutti gli studenti dei cinque licei cittadini che hanno partecipato alla premiazione. 
In più una bottiglia di Cognac piena che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Arial" size="2">Il vostro imbrattacarte ha vinto il <strong>Prix Jean Monnet des Jeunes Européens</strong>, a Cognac, battendo <em>Daniel Kehlmann</em> e <em>Christos Chryssopoulos</em>. In premio, una bottiglia di Cognac vuota con dentro i bigliettini con i commenti di tutti gli studenti dei cinque licei cittadini che hanno partecipato alla premiazione. </font></p>
<p><font face="Arial" size="2">In più una bottiglia di Cognac <em>piena</em> che ho trovato in camera l&#8217;ho lasciata a Enrico, il mio brillante interprete (sardo-francese).</font></p>
<p><font face="Arial" size="2">La locandina della manifestazione che vedete sotto è stata fatta da una brava artista italiana (ma mezza spagnola, belga e quant&#8217;altro) <em>Chloé Francisco Trenti</em>, che ho conosciuto a Cognac. Vive a Venezia.</font></p>
<p><img width="251" height="96" id="image534" style="width: 287px; height: 372px" alt="salon_litt_09_aff_30x40.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/11/salon_litt_09_aff_30x40.jpg" />
</p>
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		<title>Una buona serata</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 21:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Una buona serata, come stasera. Di ritorno dal reading di Niccolò Ammaniti, nella vetrina di una piccola libreria vicino casa, ho visto una raccolta di poesie di Wislawa Szymborska edita da Adelphi, La gioia di scrivere, una raccolta fresca di stampa, che contiene anche l&#8217;ultimo libretto della poetessa polacca (premio Nobel 1996) uscito, in Polonia, nel gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una buona serata, come stasera. Di ritorno dal reading di Niccolò Ammaniti, nella vetrina di una piccola libreria vicino casa, ho visto una raccolta di poesie di Wislawa Szymborska edita da Adelphi, <em><a href="http://www.adelphi.it/novita/244/3862/3863/3870/libri.asp?isbn=8845924009" target="_blank"><strong>La gioia di scrivere</strong></a></em>,<em> </em>una raccolta fresca di stampa, che contiene anche l&#8217;ultimo libretto della poetessa polacca (premio Nobel 1996) uscito, in Polonia, nel gennaio di quest&#8217;anno. Non sono solito acquistare libri di poesia, ma mi sono sentito chiamare; così sono entrato e l&#8217;ho acquistato.</p>
<p>A casa, poi, ho deciso di spendere ancora qualche soldo per scaricare da Itunes un disco che desideravo avere: <em>Riceboy Sleeps</em> di Jonsi e Alex (Jonsi Birgisson, per intenderci è il cantante dei Sigur Ros).</p>
<p>Ed ecco che - lanciato il disco sul computer, aperto il libro della Szymborska, scaldata l&#8217;acqua per il tè - mi sono sdraiato sul divano e ciò che è accaduto è stato, giuro, difficile da descrivere. Magia. Semplicemente, <em>Riceboy Sleeps</em> si è rivelato la colonna sonora perfetta per le poesie della Szymborska, poesie come <em>La fine e l&#8217;inizio </em>e <em>Il gatto nell&#8217;appartamento vuoto </em>o<em> Qualche parola sull&#8217;anima</em>. Come se il disco e il libro facessero parte di un unico progetto artistico.</p>
<p>Certe serate nascono così. <em>Riceboy Sleeps</em> potete sentirlo <a href="http://jonsiandalex.com/music" target="_blank"><strong>qui</strong></a>. Ma insieme, sapere cosa leggere.</p>
<p><img width="393" height="67" id="image532" style="width: 478px; height: 240px" alt="hurt-boys.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/11/hurt-boys.jpg" />
</p>
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		<title>Intervista ad Ascanio Celestini</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Su Linus di novembre, che trovate or ora nelle migliori edicole del regno, c&#8217;è una mia intervista ad Ascanio Celestini. La rubrica Bambini nel Tempo ha, come spesso accade alle cose nuove dopo un periodo di rodaggio, subito una piccola trasformazione. L&#8217;intenzione del sottoscritto e di Stefania Rumor, direttrice storica di Linus, è quella di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong><a href="http://linus.net/" target="_blank">Linus</a></strong> di novembre, che trovate or ora nelle migliori edicole del regno, c&#8217;è una mia intervista ad<strong> Ascanio Celestini</strong>. La rubrica <em>Bambini nel Tempo </em>ha, come spesso accade alle cose nuove dopo un periodo di rodaggio, subito una piccola trasformazione. L&#8217;intenzione del sottoscritto e di <strong>Stefania Rumor</strong>, direttrice storica di Linus, è quella di andare a indagare l&#8217;infanzia di personaggi più o meno pubblici, per capire se l&#8217;uomo e la donna di oggi si nascondevano già, sotto mentite spoglie, anche nel bambino e nella bambina di un tempo.</p>
<p>Lo sapevate che Ascanio Celestini è andato a teatro sì e no tre volte, da bambino, e che invece il suo professore di ginnastica voleva farlo diventare un campione di salto in alto? Tsz, quante cose si imparano, su Linus!</p>
<p> <img width="240" height="96" id="image530" style="height: 305px" alt="coverlinus250.gif" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/11/coverlinus250.gif" />
</p>
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		<title>Alda Merini (1931-2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabiogeda</dc:creator>
		
		<category>varie</category>

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		<description><![CDATA[Perché t&#8217;amo e mi sfuggi,
pesce rosso di vita
umido dentro l&#8217;erba
palpitante nel sole?
Perché non ho parola
dura come la pietra
che ti ferisca a morte?
Così ti fermerei,
e potrei disegnarti
un arabesco sul cuore.


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perché t&#8217;amo e mi sfuggi,</p>
<p>pesce rosso di vita</p>
<p>umido dentro l&#8217;erba</p>
<p>palpitante nel sole?</p>
<p>Perché non ho parola</p>
<p>dura come la pietra</p>
<p>che ti ferisca a morte?</p>
<p>Così ti fermerei,</p>
<p>e potrei disegnarti</p>
<p>un arabesco sul cuore.</p>
<p><img width="238" height="96" id="image528" style="height: 194px" alt="alda_merini.jpg" src="http://www.fabiogeda.it/wp-content/uploads/2009/11/alda_merini.jpg" />
</p>
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