Mi porti la foto di suo figlio

16 September, 2009 | da fabiogeda |

Ricordo un professore di scienze, al liceo, che chiese a mia madre di portare sempre una mia foto, ai colloqui, perchè con tutti gli allievi che aveva mica poteva ricordarsi di tutti. Ricordo un paio di ragazzini della mia comunità che a scuola passavano ore e ore con le bidelle a disegnare, perchè in classe non riuscivano a stare, e non c’erano insegnati disponibili a seguirli. Poi ricordo anche un sacco di insegnanti di sostegno meravigliosi, che per alcuni ragazzini nostri (ragni davvero, ma davvero) hanno fatto i salti mortali.

Ora la situazione della scuola pubblica è questa: classi-pollaio alle medie come alle superiori, sovraffollamento nelle aule. “A Velletri cinque alunni con disabilità sono finiti insieme in una classe di trenta adolescenti. A Cagliari, cinque ragazzi svantaggiati siedono negli ultimi banchi “isolati” da oltre venti compagni. A Vercelli sette disabili su 23 alunni.” (fonte l’Unità del 16 settembre)

Eppure il ministero non aveva detto questo?

A Firenze, il 9 ottobre: il tempo dell’inclusione.

scuola.jpg

Risposta al commento