Emil in viaggio in Europa
29 August, 2009 | da fabiogeda |Con piacere e sorpresa giunge la prima candidatura di Per il resto del viaggio a un premio fuori dai confini nazionali. La versione francese è stata selezionata dai ragazzi dei licei di alcune citta francesi per il Prix Jean Monnet des jeunes européens (insieme a un autore greco e a uno tedesco, quel Daniel Kehlmann che ha sbancato in Germania, alcuni fa, con La misura del mondo).
Bella questa cosa che certi libri non si fermino. Sono passati ormai due anni e mezzo dalla pubblicazione della prima edizione Instar, eppure da Emil e compagnia continuo a ricevere soddisfazioni. E dire che io non sono mai più riuscito a leggerlo. Ne riconosco la forza - la forza dei personaggi, soprattutto - ma anche l’ingenuità e lo scarso controllo della materia, tipiche degli esordi (ma che spesso rendono i libri d’esordio migliori di altri).

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3 Risposte a “Emil in viaggio in Europa”
da elena il 29 Aug, 2009 | Replica
Ma è così, è l’ingenuità la sua forza. Perchè si fa pane quotidiano e si fa divorare ancora caldo, come il pane. La tua scrittura è intima.
Una cosa sola: ma sto architetto, lo lasciamo lì, nell’ombra dell’errore, senza né riscatto né condanna?!
Grazie, come si ringraza per i libri più cari e generosi.
elena
da fabiogeda il 29 Aug, 2009 | Replica
Senza nè riscatto nè condanna, già . Ma con pietà e compassione, nel significato latino del cum-patire: soffriamo con lui.
E per il tempo dedicato alla lettura: grazie a te, Elena.
da irene2 il 31 Aug, 2009 | Replica
E’ quello che ho sentito io per l’architetto, pietà e compassione, nonostante tutto. Nessun personaggio è da condannare completamente, nel tuo libro, anche l’architetto - in un certo senso - fa parte della grande famiglia che Emil si costruisce attorno, magnifica famiglia senza veri parenti, a parte il nonno.
Complimenti per la candidatura al premio, spero sia la prima (all’estero) di molte altre.