Un bambino può vivere senza televisione?
7 August, 2009 | da fabiogeda |Ecco, a proposito di questa domanda, l’articolo pubblicato su Linus di luglio. Trovate anche una mail giunta da un lettore (alla quale ho risposto) e qualche commento sparso. Un paio di post qui sotto ho linkato una discussione su Facebook a proposito.
Ci tengo a sottolineare la chiusura dell’articolo. Svicolando dal pericolo dell’ortodossia diamo voce, per un attimo, a quelle famiglie che hanno sempre avuto la televisione in casa, a quelle famiglie che sono comunque riuscite ad accompagnare i propri pargoli lungo percorsi di crescita sani e armonici. “Vuol dire che le vite di quei bambini sono sempre state piene di molto altro” dice Paolo Landi. “Amici, sport, creatività.” Il problema, quindi, dico io, non è la presenza della televisione, ma l’assenza della vita. Quando la vita c’è, allora ci può essere anche la televisione. “Certo. Il problema, tuttavia, è che lì dove la vita manca, quasi sempre la televisione va a tappare il buco. Non solo: la televisione resta senza ombra di dubbio un intralcio, anche all’interno dei migliori ambienti educativi. E gli intralci, di solito, non è meglio levarli di torno?”
Sulla questione vi consiglio anche un altro libro interessante (oltre a quello di Landi): I bambini e la tv, di Dafna Lemish, Raffaello Cortina Editore.








10 Risposte a “Un bambino può vivere senza televisione?”
da denis il 8 Aug, 2009 | Replica
Io penso che il problema più grande del rapporto tra televisione ed educazione, almeno in Italia, sia, guarda caso, proprio la pubblicità. Parlo del fastidio che provo io stesso, ma anche dell’effetto inquietante che riscontro in mio figlio, cinque anni ancora da compiere. Noi non abbiamo coraggiosamente eliminato la televisione, davanti alla quale ci annulliamo un paio d’ore alla sera cercando storie o parole intelligenti che pure ci sono; così, da poco più di un anno anche il piccolo ha scoperto i cartoni animati. Ci sono cartoni più violenti, altri decisamente “tranquilli”. All’asilo si affrontano a braccia tese, sferrano calci volanti, progettano di ammazzarsi a vicenda. Non troppo diversi da com’ero io da piccolo, cresciuto a pane e jeeg robot d’acciaio, adesso convinto pacifista e aggressivo tutt’al più con me stesso. I reality non gli interessano per ora, delle tribune politiche non sospetta nemmeno l’esistenza e i film con scene violente, che non gli permettiamo di vedere, di sera, non suscitano il minimo interesse in lui. Per ora, certo. Quello che invece sembra avere un effetto devastante sulla sua credibilità di bambino è il continuo bombardamento pubblicitario. Oltre a suscitare un desiderio morboso per giocattoli di ogni tipo, simulacri tutti uguali destinati a repentini abbandoni, la maggior parte delle pubblicità perverte quello che dovrebbe essere il senso di giudizio soggettivo: pochi giorni fa, mio figlio, dopo l’ennesima rèclame, mi ha chiesto di comprare una merendina: perché? perché è buona. e chi lo dice? lo dice la pubblicità. Questo lo scambio tra me e mio figlio di quattro anni. Dovevo provare a spiegargli che per ragioni di fatturato la tal azienda investe soldi solo per rendere il proprio prodotto appetibile sopra gli altri, per venderlo a più persone (bambini) possibile? Garanzia di qualità. Ho ceduto alla tentazione di semplificare la questione: gli ho detto che le pubblicità raccontano bugie, e che non deve credere a quello che dicono; ciò che è buono mi riservo di spiegarglielo io per i prossimi (finché sarà possibile) anni. Certo, finché lo scopo della vita, per la società nel suo complesso, sarà quello di vendere prodotti, aumentare i consumi, non potrà venire, al di là della televisione, un grande stimolo educativo, almeno per come lo intendo io. Cioè non penso sia la televisione la causa; certo, è un mezzo molto potente, del quale bisognerebbe fare un uso migliore, probabilmente.
Infine, per me, che m’illudo di comprendere meglio di mio figlio come si fa a star fuori da certe trappole psicologiche, la pubblicità suscita ormai perlopiù disgusto: mentre guardo un film, e mi perdo nella trama, e mi sento parte della scena, vengo schiaffeggiato all’improvviso da un taglio inopportuno, costretto ad assistere all’ennesima carrellata di comprachetiserve o compraevivraimeglio, sopraffatto ogni residuo di sensibilità estetica e morale.
da denis il 8 Aug, 2009 | Replica
“credibilità di bambino” > “credulità di bambino”
da fabiogeda il 10 Aug, 2009 | Replica
In Svezia il governo ha vietato la pubblicità rivolta ai bambini sotto i dodici anni. In Norvegia, in Austria e in Belgio gli spot pubblicitari sono stati eliminati in televisione prima e dopo i programmi per bambini. La prima soluzione è la migliore. La seconda mi sembra già qualcosa…
da mara il 10 Aug, 2009 | Replica
“E’ la dose che fa il veleno”! La tv, il computer, il cellulare, i videogiochi sono strumenti creati per essere utili…se usati nel modo giusto. Ho tre figli. Non li parcheggio davanti alla tv, non li lascio giocare per ore al computer o con i vedeo giochi… anche se a volte potrebbe essere una facile soluzione ai loro giochi movimentati. Ma non nego loro la possibilità di utilizzare questi strumenti. Il proibito diventa sempre un qualcosa da voler andare a scoprire di nascosto e non voglio che i miei figli crescano con il desiderio di cercare a tutti i costi fuori casa ciò che in casa è vietato.
Conoscevo tempo fa una madre che non permetteva ai propri figli di mangiare patatine, merendine e bere coca-cola. Solo succhi di pomodoro e carote, cibi a base di riso soffiato, ecc. Questi ad ogni festa si abbuffavano al punto da arrivare a vomitare. Non credo di dover fare la scelta di abolire la tv perché i programmi in onda potrebbero “rovinare” i miei bambini per poi scoprire che, con la scusa di andare a giocare con i bambini del piano di sotto, i miei “diavoletti” vanno a guardarla dai vicini di casa!
Come famiglia abbiamo fatto la scelta di avere una sola tv in salotto…quindi niente televisore acceso mentre si mangia o prima di addormentarsi. Si guardano programmi che abbiano un certo valore educativo…se non ci sono si noleggia un film o si guarda un documentario o il canale dei video musicali. Oppure si spegne spiegando che non c’è niente di interessante…e se nascono discussioni…si discute!Poi si passa a fare altro: libri, giochi da tavolo, chiaccherate, sport, passeggiate, parco. La tv c’è ma resta spenta.
Sono convinta che se c’è un problema è meglio fermarsi per cercare di risolverlo piuttosto che abolirlo. Il mondo è pieno di cose giuste e sbagliate: il dovere di noi genitori (educatori) non è quello di scegliere per i nostri figli, ma di dar loro gli strumenti per poter operare una scelta.
da Allemanda il 10 Aug, 2009 | Replica
Premetto che condivido pienamente la chiusura dell’articolo. E che, davanti alla realtà che mi viene quotidianamente raccontata dai miei alunni fatta di cinque ore filate davanti alla tele, rigorosamente in cameretta e fino a tarda ora, qualsiasi passo anche minimo in direzione opposta sarebbe meglio che niente. La posizione di mara ad esempio mi sembra piena di buon senso. Riguardo a Landi, mi chiedo se sia così vero che l’assenza non coincida con la proibizione. Non avere la televisione non è come non avere la lavastoviglie. Nessuno domani parlerà di come ho lavato i piatti. Mezzo mondo invece parlerà di qualcosa che ha visto, o non ha visto, o non ha voluto vedere. E a me piacerebbe poter dire la mia, ecco. Come reagirebbe Landi se uno dei suoi ragazzi domani entrasse in casa con una tele nuova di zecca? Se l’assenza non è proibire, allora la presenza non è asserire…
da fabiogeda il 11 Aug, 2009 | Replica
Tra quelle degli adulti che si interrogano sul loro ruolo educativo, sono convinto, Mara, che la tua posizione (tua e di tanti altri, certo) sia quella più equilibrata. Da consigliare e diffondere. Resta il fatto che la posizione ORTODOSSA di Landi sia un ottimo spunto di riflessione.
Allemanda, sulla questione del discutere ciò che è passato in televisione, Landi direbbe “i miei figli sanno tutto del grande fratello anche senza averlo mai visto: appunto perchè tutti ne parlano. Almeno risparmiano il tempo limaccioso della visione”.
;-)
Ciò non toglie che potrebbero vedere qualcos’altro, certo. Qualcosa di più etico e educativo. Esiste la televisione educativa? Una televisione che non solo “non fa male”, ma addirittura “fa bene”? Io credo di sì. Esistono programmi così.
da fausto il 18 Aug, 2009 | Replica
In effetti anch’io su facebook ho commentato un pò frettolosamente ed in maniera critica la posizione “ortodossa” di Landi. Sono d’accordo sul fatto di “vivere”, se c’è un’alternativa allla tv, soprattutto la sera (vedi giocare con i tuoi figli a qualcosa)è sempre meglio. D’altronde la posizione di Landi offre degli ottimi spunti di riflessione, magari proprio per la sua estremità. Per quanto riguarda la mia esperienza di genitore che educaallacriticitàmandaifiglidagliscoutfafarelorosportetcetc.ritengo che per la legge del contrappasso, facendo l’educatore poi con i miei figli sono un pò permissivo perchè sennò non “stacco mai”! Però devo dire che se sentite loro sono sufficientemente out, vecchio, e palloso con le mie proposte di giocare, leggere, andare per musei e in mezzo alla natura e soprattutto non credere a tutto ciò che si vede in tv (e su internet). Bè, detto da due cinghiali di 10 e 14 anni forse posso considerarlo un complimento. Vi farò sapere tra qualche anno
da Allemanda il 20 Aug, 2009 | Replica
Io non lo so se mi piace mettere l’aggettivo ‘educativo’ vicino alla televisione. Perché educare per me è un gioco a due, mentre davanti alla televisione si è passivamente educati senza poterlo guardare in faccia, l’educatore. Senza sapere chi è. Senza essere sicuri circa gli scopi che ha. Certo, sono d’accordo con te: la televisione, quella fatta bene e con onestà intellettuale, è un ottimo veicolo di informazione, di cultura, è una finestra sul mondo e anche sulla società, bella o brutta che sia, che usa il linguaggio potente e universale delle immagini e anche la casualità del telecomando. ce n’è poca, ma c’è, e non va buttata.
da Babbo Leo il 16 Sep, 2009 | Replica
forse dovremmo considerare anche la radio?
http://www.babbibabbi.it/?p=317