Gita il libreria.

24 April, 2009 | da fabiogeda |

VIETATO AI DICIOTTO. Torino Sette, La Stampa. 

Insegni lettere da vent’anni e li hai portati ovunque, i tuoi studenti: Barcellona, Parigi e Atene. Ma quest’anno hai detto no, la terza liceo in gita scolastica non la porto. Difendi la tua posizione davanti ai colleghi. Dici che le gite sono un retaggio del passato, che andavano bene quando, per alcuni ragazzi, erano la sola occasione di uscire dalla città. Ora viaggiano da soli, scrutano il mondo attraverso Google Earth, guardano Licia Colò, e le gite d’istruzione si sono trasformate in “gite di distruzione”, un’occasione per fare baldoria, giocare a strip poker e passeggiare sui cornicioni da una stanza all’altra dell’albergo.

Poi ci ripensi e ti viene un’idea. La prima effe non va da nessuna parte e ti offri per organizzarle una gita in libreria. Cosa c’è di più esotico, di più inesplorato dai ragazzi, oggi, di una libreria? Ti metti d’accordo col tuo libraio di fiducia e una mattina prendi la metropolitana e porti i ragazzi nel suo negozio. Lui fa strada agli studenti attraverso gli scaffali, spiega che esistono generi diversi, che preferire uno o l’altro è questione di gusti, e che per sapere quali sono i propri gusti bisogna assaggiare, come si fa col cibo. Invita i ragazzi a prendere in mano i libri, a toccarli, a sfogliarli, ad annusarli, a leggere la quarta di copertina, a lasciarsi attrarre dalle immagini e dai colori, dalle dimensioni e dalla consistenza della carta.

Ogni ragazzo ha portato due biglietti per i mezzi pubblici e diciotto euro per un libro. Venti euro in tutto. È il costo della gita. Mentre tornate scuola, uno di loro dice che è la prima volta che si compra un romanzo, “da solo”. E tu pensi che è bello quando la scuola riesce ancora ad essere la prima a far fare qualcosa di nuovo ai ragazzi. Pensi che forse, l’anno prossimo, organizzi un’altra gita.

Pubblicato venerdì 3 aprile

  1. 7 Risposte a “Gita il libreria.”

  2. da Paola il 24 Apr, 2009 | Replica

    Quest’insegnante merita un applauso e mi permetto di suggerire anche una tappa nelle biblioteche che forse spaventano più delle librerie e sono troppo poco conosciute!

    Buon 25 aprile!
    Paola

  3. da Andrea Giovannelli il 26 Apr, 2009 | Replica

    Sono un educatore e lavoro anche con ragazzini ed adolescenti. Una delle gioie più grandi nel mio lavoro l’ho avuta quando un bimbetto di undici anni ha accolto la mia proposta di andar in libreria a “scroccare un pò di lettura” con un “SIIIIII!” da goleador della nazionale! Brava l’insegnante.

  4. da fabiogeda il 27 Apr, 2009 | Replica

    Paola, concordo: anche nelle biblioteche.

    Andrea, sei un uomo fortunato (o molto convincente), a me non è mai capitato :-( !

  5. da fausto il 29 Apr, 2009 | Replica

    Alla tenera età di 39 anni ho deciso di tenere un diario. Refuso adolescenziale? Rimbambimento pre senile? Non so. Però è affiorato il desiderio di scrivere qualcosa per me, su di me, sulle mie emozioni, su quello che mi succede attorno. Non mi importa di avere un taglio “intimistico” piuttosto che sociale ed aperto a riflessioni sul macro, dipende da come mi sento. E’ grave dottore?

  6. da fabiogeda il 30 Apr, 2009 | Replica

    direi di noi. anzi. la definirei una azione di sana resistenza umana e culturale, atta a non far esplodere energie critiche in altri modi maggiormente dannosi, e a danno di terzi ;-)

  7. da Allemanda il 30 Apr, 2009 | Replica

    Ma grazie per questo post! L’ho fatto anch’io una volta, quando ancora insegnavo ai quasi maggiorenni. Mi avevano chiesto di organizzare una gita in un posto trasgressivo. Ho proposto Feltrinelli. Fuori orario scolastico. Appuntamento alla metro un pomeriggio. So’ venuti tutti, un successone. Esperienza consigliata a tutti i prof, certe facce non ve le dimenticherete più. Il loro ricordo vi verrà in soccorso alla fine di certe giornate scolastiche uggiose, quando si sta lì lì per cambiare mestiere, ecco.

  8. da fabiogeda il 4 May, 2009 | Replica

    Bello. La gita alla Feltrinelli fa molto “Jack frusciante”.

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