15 February, 2009 | da fabiogeda |
Quesito letterario. Oh voi che siete molto probabilmente lettori più voraci del sottoscritto, se vi chiedessi il titolo di un libro che racconta la storia di un adolescente che vuole diventare un musicista e/o metter su un gruppo rock, vi viene in mente qualcosa?
Aria. Catturato da Matteo B. Bianchi nella meravigliosa libreria torinese LegoLibri il vostro imbrattacarte si è prestato a leggere la sua definizione della parola aria, pubblicata nel Dizionario Affettivo della Lingua Italiana.
VIETATO AI DICIOTTO. La Stampa, Torinosette, venerdì 6 febbraio. Inizia il mese del carnevale, delle maschere, dei coriandoli, e vorrei augurare a tutti buone feste con una dichiarazione di cui mi assumo ogni responsabilità : io detesto – ripeto, detesto – ogni genere di petardo, di botto, di scoppio. Qualunque esplosione improvvisa costringa il mio cuore a incastrarsi nella trachea mi getta addosso la voglia irrefrenabile di infilare la testa del suo autore in un cestino dell’immondizia, o di costringerlo a vedere per trecento volte di seguito l’immenso film di Philip Groning, Il grande silenzio. Sì, lo ammetto: anch’io da piccolo ho fatto uso di miccette. Le infilavo tra i soldatini sistemati nella sabbia per simulare i colpi di mortaio, le usavo per far deragliare il trenino elettrico e permettere a Pancho Villa e ai suoi peones di sottrarre soldi e lingotti d’oro ai ricchi possidenti terrieri – da bimbo ho avuto evidenti derive rivoluzionarie –, oppure le infilavo nelle crepe dei muri per spaventare le lucertole. Ma erano miccette, innocue miccette. Il cui scoppio era pari a quello delle bolle della plastica da imballaggio, o poco più. Da alcuni anni, invece, branchi di preadolescenti allo stato brado scorrazzano per la città lanciando fra le gambe della gente raudi, miniciccioli, magnum, e altri orrendi oggetti esplosivi che producono deflagrazioni degne di una compagnia petrolifera. Io vi prego, genitori, nonni, educatori: impedite ai vostri pargoli di acquistarli. E voi, amici cartolai: fate obiezione di coscienza, non vendeteli. Ammettiamolo: i petardi, di qualunque specie, sono un’idiozia. Disturbano gli anziani (e me), terrorizzano gatti e tartarughe (e me), e potrebbero creare imprevedibili reazioni della crosta terrestre. E se impegnassimo i ragazzi nella costruzione di qualche carro allegorico, invece?








9 Risposte a “”
da Wick il 16 Feb, 2009 | Replica
Così, su due piedi, a me viene in mente solo “Cercasi batterista, chiamare Alice” di Rick Moody, ma non so quanto possa corrispondere ai tuoi criteri di ricerca ^^;
da Simona il 17 Feb, 2009 | Replica
Appena ho letto il tuo quesito letterario mi è subito saltata in mente una canzone.. “Il suono del motore”(anche se il testo non è direttamente collegabile alla tua proposta..indirettamente chissà ..)Comunque,sarà perchè la batteria domina in tutta la canzone, sarà che mi piace molto il testo, è questa la mia proposta!
ma,anche io come wick, non sapendo su cosa verterà il tuo racconto non so quanto possa esserti utile..Comunque il titolo lascia spazio a varie interpretazioni..
Per il resto, quoto la citazione di quello splendido film che è Il Grande Silenzio (magari gli adolescenti scoprissero la pienezza del silenzio) e ti affianco nell’appello contro i “botti”!!
Saluti
da fabiogeda il 17 Feb, 2009 | Replica
Grazie Simona, grazie Wick. Intanto mi vado a leggere Rick “Rock” Moody.
da Gianluca il 18 Feb, 2009 | Replica
Penso a “The Commitments” di Roddy Doyle
Alan Parker nel ‘90 ne ha tratto un film di successo.
Ciao
da Gianluca il 18 Feb, 2009 | Replica
Accidenti! Mi rendo conto che hai chiesto un gruppo rock mentre i ragazzi del romanzo che ti ho indicato volevano importare il Soul in Irlanda. Riavvolgi e cancella.
da fabiogeda il 19 Feb, 2009 | Replica
Anche “The Commitments” è un buon suggerimento.
da gonza bassa il 20 Feb, 2009 | Replica
http://libritudine.blogspot.com/2009/02/fabio-geda-lesatta-sequenza-dei-gesti.html
spero ti piaccia….
un bacione
da fabiogeda il 21 Feb, 2009 | Replica
piaciuto, sì.
molto!
:-)
da davide il 30 Mar, 2009 | Replica
Ciao Fabio, che ne dici di “questa notte mi ha aperto gli occhi” di jonathan coe….? Non sarà tra i suoi migliori ma è puro e onesto come ogni esordio……