13 November, 2008 | da fabiogeda |

La parola ai lettori. Di solito non divulgo le mail che mi arrivano dai lettori (anche perchè la maggior parte sono di fanciulle che si dilungano in lodi sperticate sulla mia avvenenza, e quindi è bene restino private). Ma quanto segue mi ha fatto particolarmente piacere, dice:

Caro Fabio, sono un educatore, abito a Vercelli e sono attualmente occupato presso una comuità alloggio per minori. Ho letto il tuo libro (per la verità anche Per il resto del viaggio…) e penso di regalarlo a molti colleghi per Natale. E’ una testimoniazia sincera di questo nostro lavoro bistrattato ma che io, comunque, continuo a fare con passione (almeno per ora). Grazie per aver fatto sentire la tua voce, eccetera”.

Ebbene, non è tanto la mia voce, quella che ho cercato di far sentire, ma è davvero una voce collettiva. E questo piccolo apprezzamento da parte di un collega mi ha riempito di orgoglio, e ogni tanto, un po’ di orgoglio, fa bene condividerlo.

With my own two hands. Di seguito Ben Harper (che sto riascoltando a piene mani in questi giorni) e che ha sfornato questa canzoncina, un po’ di tempo fa, che mi sembra adatta al clima politico post election day. Take care!  

  1. Una risposta a “”

  2. da Letizia il 13 Nov, 2008 | Replica

    come non condividere..anche io sono un’educartice in una comunità in quel di Perugia,e dopo aver parlato,nel commento al postdel 3 nov., della strana “attrazione” che come un filo invisibile mi ha portato a prendere questa bella storia tra le mani in libreria,non posso non constatare la sensazione di appartenenza che mi sta dando leggerlo..meglio di un albo!!

Risposta al commento