8 January, 2008 | da Fabio |
Una ceretta per l’anima. Guardando Caramel ho scoperto che in Libano si usa il caramello per la ceretta. Forse voi lo sapevate. Io no. Mi interesso poco di cerette. Caramel è un bellissimo ritratto di donne: amaro, dolce, agro, speziato. Un po’ alla Sex and the city. Ma con Beirut al posto di New York, molti meno soldi che girano, e tanto caldo. E venerdì esce CousCous, il film che secondo il mio amico Marco Dalla Gassa avrebbe dovuto vincere Venezia, al posto del lussurioso Ang Lee.
Ci sono cascato. Nel Cacciatore di aquiloni, intendo. Ho resistito per ben tre anni (la prima edizione è del 2004) ma alla fine l’ho trovato a casa di mia madre. Gliel’ho chiesto. L’ho aperto una sera, così distrattamente, e l’ho finito tre giorni dopo. Quello che gli americani chiamano pageturner, cominci a girare le pagine e sei costretto ad arrivare alla fine. Anche se ho trovato molto bella tutta la prima parte (fino allo stupro di Hassan), abbastanza bella la seconda (fino al matrimonio), e decisamente troppo carica di drammi la terza (quando poi Sohrab si taglia le vene, argh). Però, intanto, via una via l’altra, le pagine sono andate. Mille splendidi soli, invece, l’ho mollato a metà.
Fun(eral) Home. Letto due volte, durante le vacanze. Due. Un capolavoro di intensità, di finezza, di complessità. Qui e qui.
Caucus. Sì, fossi lì voterei per lui.








11 Risposte a “”
da Fabio il 9 Jan, 2008 | Replica
sì Cous cous, con tutto il gran parlare che se ne fa, spero che anche quassù, tra le vette, sarà presto in programmazione. Altrimenti transumerò in pianura, in ritardo sulla stagione.
purtroppo le notizie di oggi sulle primarie non sono buone
spererei che i tg ogni tanto si occupassero anche dei programmi, oltre all’umore di Hillary, le sfuriate di Bill e le solite interviste ai folcloristici sostenitori di una parte o dell’altra
un saluto da un confinante
da fabio il 9 Jan, 2008 | Replica
Argh, ma se tu ti firmi Fabio, la gente penserà che io mi sia rimbecillito e che mi scriva i commenti da solo
E se poi vanno sul tuo blog e vedono la tua folta chioma, penseranno che io sia te e tu sia me. E scrivi. E magari lavori pure nel sociale.
Aiuto. Un clone.
da Fabio, quell'altro il 10 Jan, 2008 | Replica
eheh, non ci avevo pensato.
mi lascerò crescere una lunga barba
dopo i pantaloni a zampa e i capelloni, il nostro nome era assolutamente alla moda negli anni 70
da Marco il 10 Jan, 2008 | Replica
Ah… fa piacere vedere che non sono l’unico gonzo ad essere caduto nella trappola Hosseini di recente. Anch’io avevo resistito un bel po’, e poi… Beh, il Cacciatore d’Aquiloni ho proprio faticato a finirlo. Mi aspettavo da un momento all’altro che apparisse Osam Bin Laden e dicesse “Luke, sono io tuo padre” o qualche altro colpo di scena simile. Mah… Gli Splendidi Soli aspetteranno.
Dopo due letture tradotte, mi sento di consigliarti fortemente una lettura di “Fun home” in originale: tutte le citazioni letterarie (esplicite o nascoste) come sono state scritte, una sorta di bignami di letteratura americana portatile, una delizia insomma. Forse faticoso ma veramente appagante. Buttati. Se temi te lo presto.
da robi il 10 Jan, 2008 | Replica
Io di Hosseini ho letto tutti e due i libri… quello che ho preferito è stato “Mille splendidi soli”.
Adesso mi è capiato per le mani “Sotto la pelle” (ed. Einaudi) di Michel Faber, qualcuno di voi conosce l’autore?
robi
da robi il 10 Jan, 2008 | Replica
dimenticavo… l’effetto “pageturner” funziona anche con bebè appena nato… impossibile staccarsi da “Il poeta è tornato” di Connelly!
r
da fabio il 10 Jan, 2008 | Replica
Di Faber ho sentito parlare molto in relazione a “Il petalo cremisi e il bianco”, riguardo a “Sotto la pelle” so poco, ma a quanto ho capito è uno scrittore classico, di ampio respiro. Leggi, leggi, che poi ci dici.
Fun Home in americano? Mi tenti, Marco. E se non lo recupero prima, magari me lo passi quando ci vediamo.
da ste il 10 Jan, 2008 | Replica
Dunque, “Sotto la pelle” non male, bella l’idea anche se il giochino lo si intuisce presto. Senza dubbio Faber è però ricordato per “Il petalo cremisi e il bianco”, riuscito romanzo-fiume.
Pienamente d’accordo su “Fun Home”, capolavoro assoluto.
Sospendo il giudizio su Hosseini per mancanza di prove, nel senso che ammetto di non aver letto nessuno dei due. Sarà perché sono sempre lì nella pila dei più venduti.
Appena finito il grande classico “A sangue freddo” (che maestria!) mi aspetta “Gli scomparsi” di Daniel Mendelsohn, non vedo l’ora.
Buone letture a tutti! Ste.
da gonza bassa il 11 Jan, 2008 | Replica
Allora intanto scusa Fabio per l’intrusione, poi: di Faber ho letto i 199 gradini e mi è piaciuto moltissimo, di Hosseini l’aquilone non mi ha fatto impazzire, va da sè che non ho molta fretta di leggere l’altro e per concludere, il poeta è tornato è durato due giorni solo perchè nel frattempo dovevo anche lavorare… Bosch Rulez
Ciao a tutti, gb
da Mario il 12 Jan, 2008 | Replica
Gennaio 2008. Un senatore dell’Illinois vince a sorpresa il caucus democratico dell’Iowa. E’ nero, è solo al primo mandato da senatore, gli avversari lo attaccano perché ha poca esperienza. Ma la sua oratoria e la sua persona infiammano i giovani che formano lunghe code nel gelo dell’Iowa per andare a votare per lui. Il suo nome è Barak Obama.
1960. Un senatore del Massachussets ottiene a sorpresa la nomination democratica. E’ irlandese, cattolico, è solo al primo mandato da senatore. Gli avversari lo attaccano perché ha poca esperienza. Ma vince lo stesso le primarie, e più avanti di stretto margine le elezioni contro Richard Nixon.
Il suo nome è John Fitzgerald Kennedy.
da Mario il 17 Jan, 2008 | Replica
Il lussurioso Ang Lee lo ho visto questo fine settimana e mi è piaciuto molto molto - lei è di un’intensità da far male, un po’ come il tuo Emil … la scena finale in cui sta per ricevere una pallottola nella nuca e guarda i compagni senza rimpianti, senza paura è difficile da dimenticare