4 December, 2007 | da Fabio |
Tex sparava o no agli indiani? Continuano a farmi questa domanda. A dirmi che non è possibile. Perchè anche Tex era un Navajo. Perchè si chiamava Aquila della Notte. E che allora non va bene che Emil spari agli indiani se il suo eroe/amico immaginaro è Tex. Be’:

Cosa accade? Accade che anche Tex - Aquila della Notte (esattamente come un mio amico di Barletta, che però si faceva chiamare così per altri motivi) - spara agli indiani. E perchè? Perchè Tex sa che non esiste solo il bianco e il nero, il buono e il cattivo, la coca-cola e la pepsi. Sa che il mondo è fatto di sfumature: esistono il grigio, il debole, e anche la coca-zero. E questa immensa verità , con lungimiranza e maturità , dimostra di averla compresa anche Emil. Ecco perchè Emil spara agli indiani. Perchè non è superficiale. Perchè ha imparato a discernere. A relativizzare. Siamo d’accordo, una volta per tutte?
SPQR. Sarò a Roma per il resto della settimana. Giovedì incontrerò una scuola - non una scuola intera, un gruppo di studenti: un gruppo di studenti del Convitto Nazonale (per essere esatti) che partecipano a un laboratorio di lettura. Venerdì e sabato (e magari anche domenica) stazionerò qui.








14 Risposte a “”
da Gonza bassa il 4 Dec, 2007 | Replica
Lo sai vero che venerdi’ ti verrò a cercare? e poi non avrò il coraggio di parlarti, come mi succede sempre perchè mi viene troppo in mente Guzzanti….
da Fabio il 4 Dec, 2007 | Replica
Carissima Gonza, se non sbaglio tu facesti riferimento anche a un certo pampepato da voi preparato in famiglia. E siamo pure sotto Natale. Se per caso ti capitasse… anzi: tu sventola il pampepato, che a parlare ci penso io
da Gonza bassa il 4 Dec, 2007 | Replica
niente da fare i pampepati si preparano l’8 dicembre, e io vengo il 7, peccato però se ricapiti dopo le feste….
da Fabio il 4 Dec, 2007 | Replica
Pazienza… c’ho provato. MA TROVEREMO IL MODO, PRIMA O POI!
da ste il 4 Dec, 2007 | Replica
Facciamo così: tu fai che portarci un po’ con te a Roma - che invidia! - e noi continuiamo a farti fuori come il pane - quello buono, quello in grado di darti emozioni - approfittando della baraonda natalizia che ci costringe a stare sempre qui.
Ora sei circondato da biglietti natalizi con topini sciatori e affini, ma in compagnia di John Fante e Albrecht Goes, nel nostro tavolo delle strenne. E, più o meno, stai per toccare quota 250…
Buona settimana e a presto! Ste.
da fausto il 4 Dec, 2007 | Replica
Bè, salutami Roma visto che ci sono nato e vissuto fino ai 27 anni. Mi ha fatto effetto vedere il Palazzo dei congressi. L’eur… quante volte ci bighellonavo quando marinavo la scuola…
da fausto il 4 Dec, 2007 | Replica
oh, ma il premio via po?
da fabio il 5 Dec, 2007 | Replica
Il Premio Via Po, inaugurato l’altra sera, si concluderà con la designazione dei vincitori a metà febbraio.
Stefano, siete immensi!
da paola il 7 Dec, 2007 | Replica
ti vorrei ringraziare per l’incontro di giovedì che è stato quello più coinvolgete tra quelli a cui ho assistito. Ti rigrazio perchè oltre ad essere stato illuminante sei stato anche molto simpatico. Ti auguro buona fortuna con il tuo lavoro e i tuoi futuri scritti. Paola.
da fabio il 10 Dec, 2007 | Replica
Grazie Paola. Anch’io sono uscito soddisfatto dall’incontro. Spero di rivedervi presto.
da gonza bassa il 10 Dec, 2007 | Replica
Anche io sono stata molto soddisfatta dell’incontro, ma non è quello a cui si riferisce Paola….a presto con tanto di pampepati!!!
da fabio il 10 Dec, 2007 | Replica
Condivido. LUNGA VITA AL PAMPETATO
da scusa ancora il 15 Dec, 2007 | Replica
tu nn mi conosci…ma sai che io ero li a sentirti parlare??…sono una giovane studentessa del convitto…ad ascoltarti rispondere alle mille domande che i miei compagni ti hanno fatto…mi ha fatto piacere…xk il tuo libro racconta una di quelle realta che il mondo intero preferisce spesso ignorare…il sentirsi solo…è “tipico” degli adolescenti…ma non di qll di cui tu sapientemenete ti occupi….doni futuro a chi non lo ha…e una speranza un sorriso…o almeno provi…credo ke chi desidera cambiare il mondo debba iniziare dalle piccole cose…cambiare infondo un po se stessi…vedersi dentro…scrutare fino ai più piccoli angoli…ma forse chiedo troppo…infondo hai 34 anni…forse mi aspetto che tu sappia molto della vita…o almeno delle persone di cui tu parli…forse è cs…ma la cs ke mi ha sorpreso…è ke ti pone davanti al tuo libro come se nn fossi tu l’artefice…come se nn fossero parole tu…ma solo…pensieri e riflesssioni…di una delle tue mille sfaccettature…ti immaginavo come l’architetto[o almeno prima di conoscerti]….sinceramenete non l’h ancora terminato il libro…ma io ti immaginavo cm lui…non freddo…sl distante…perchè infondo quasi tutti vivono distaccati dalla propria vita…è l’unico modo per nn rimanere “schiacciato” dal peso della realtà che purtroppo grava sulle spalle di tutti…ti immaginavo con un “buco” grande dentro…ma che alla fine del libro…alla fine di un’esperienza…si sia riempito…speravo fosse cosi…ma non importa…quello che ho visto…mi è sufficienete…ho capito…che ti importa delle persone…e di chi ti circondano…che ti interexss alla vita…e che credi che sia il bene + prezioso al mondo…ho capito che infodno questo nn sentirsi mai al prpr posto non è fase…o meglio…non per tutti…è la vita…che è fatta di dubbi e incertezze…che per un momento…puoi sognare…aggrapparti a mille illusioni…ma che infodno lo sai ke nella vita ci saranno sempre due strade…e per quanto scegliere sia scomodo…per quanto doloroso…ognuno deve farlo…deve guardarsi dentro…ed è qst che fa più paura…guardarsi…sembra un’azione abbastanza normale…ma quando…ci si deve giudicare…capire se infodo tutto quello che ti è capitato sia giusto o meno…se tutto quello che hai fatto…sia proprio perchè lo volevi fa male…molto male…e penso…che dopo essesi guardatio dentro…si inizia a sparerare agli indiani…solo dopo che scopri una di quelle verita che prima ignoravi…puoi premere il grilletto…verso chi è uguale a te…oscar wilde dice che per conoscere tutto di se stessi bisogna sapere tutto degli altri…forse ognuno si vede con gli occhi di qualcun’altro…il tuo libro…mi ha fatto capire…che se voglio avere il coraggio di premere il grilletto…dv avere il coraggio…di guardarmi con gli occhi di chi non sono…di guardarmi dentro come se la vita non fosse mia…come se il mio corpo nn mi appartenexe…e guardare con occhi ancora + critici ciò che mi circonda…non so se alla fine di tutto questo…avrò occhi più obbiettivi…o sole una grande confusione…ma so che avrò ristretto quel buco anke solo di un centimetro…addio e scusa se ho occupato parte del tuo tempo libero
da Fabio il 16 Dec, 2007 | Replica
Sai cosa vuol dire I CARE, in inglese, Chiara (ti chiami Chiara?)? Vuol dire ME NE IMPORTA. E a me, sì, importano le persone. Trovo che la cosa più grande che possa fare l’uomo sia proprio interessarsi dell’uomo, del suo vicino, dei suoi figli, dei suoi fratelli. Io è quello che cerco di fare nella vita - come uomo, come figlio, come fratello -, è quello che cerco di fare nel mio lavoro da educatore, ed è quello che cerco di fare come scrittore.
Mi ha fatto molto piacere incontrarvi. Davvero.
Spero di rivedervi presto.
Ciao, f.