30 November, 2007 | da Fabio |

Rezjana e le scarpe. Rezjana in camera sua, ha un pavimento di mattonelle quadrate. Ha anche tre paia di scarpe. Prima di andare a letto, a dormire, sistema ciascun paio di scarpe nella seconda, terza e quarta mattonella quadrata. A partire dalla scrivania, verso destra. Una mattonella, due scarpe. S’infila in bagno. “Ho lo spazzolino commusato” mi urla, (dice commusato al posto di consumato) “ne abbiamo un altro?” Vado nell’armadio, dove teniamo saponi e dentifrici. Se in comunità arriva un ragazzino, all’improvviso, uno spazzolino di riserva serve sempre, per questo ne abbiamo d’avanzo. “Azzurro, se ce l’hai.” Rezjiana si lava i denti. Sputa la schiuma. Sciacqua il lavandino. Torna in camera e, prima di infilarsi sotto le coperte, piega i vestiti che ha scelto per il giorno dopo, per la scuola. Vuole essere in ordine Rezjiana. Ha un disperato bisogno di ordine: lo cerca ovunque, ne conquista brandelli…
eccetera, eccetera, eccetera…
I piemontesi offrano due euro alla causa dell’editoria giovane e vadano a comprarsi Extra, da questa settimana in edicola. Così potranno finire il pezzo (ah!). A chi abita fuori Piemonte: prima o poi lo leggerete anche voi (Doppio ah!). Â
Ho visto quello che era il futuro del rock and roll. Che è certamente il passato. E che per ora continua a essere il presente. Sì. Anche se solo le ultime tre canzoni (Born to Run, Dancing in the Dark, American Land). Ma per lo meno le ho viste. E gratis. L’assalto al Datchforum di Assago non ha funzionato come speravo. Credevo di riuscire ad entrare, di conquistare ancora un biglietto. Più che crederci, lo speravo, pregavo. Ma è comunque stata una grande serata. Da fuori si sentiva abbastanza bene. Per la prima volta ho sentito Bruce fare dal vivo Adam Raised a Caine. E a venti minuti dalla fine, i feroci guardiani, mossi a pietà dalla nostra passione delirante, hanno spalancato i cancelli. Un manipolo di fedeli, rimasto fino all’ultimo, sono corsi su per le scale, e dentro, e quasi si è spiccato il volo. E tutto quello che avevo immaginato per due ore, improvvisamente ha preso forma. Sempre uguale, puro, così come l’ho visto negli ultimi diciassette anni. Così come spero di vederlo sempre.   Â








4 Risposte a “”
da Mario il 2 Dec, 2007 | Replica
Bruce è sempre lui, ora come trent’anni fa quando ha cominciato e cantava “Adam Raised a Cain” nei teatri di seconda mano.
Con un po’ di fortuna ti potrà capitare di incrociarlo per strada in versione busker:
http://www.youtube.com/watch?v=LWQV7agBFtE
Quanto a Rezjana e al suo disperato bisogno d’ordine, non vale! non s’interrompe un’emozione …
da fabio il 3 Dec, 2007 | Replica
Pensa vederlo davvero così. Che cosa bella e unica, sarebbe. O forse: mi ha accompagnato in un modo così intenso, per buona parte della mia vita, che per me non sarebbe neppure una sorpresa. Al massimo una sopresa lieve. Come quando incontri, a un incrocio, un amico che non vedi da un po’.
PS: Rezjiana mi ha permesso di spezzare emozioni per promuovere gli amici di Extra. Ho anche il suo consenso. Giuro.
da anna il 3 Dec, 2007 | Replica
Ciao, sono anna mirenzi. Ho letto il tuo libro senza sapere che eri tu…mi è piaciuto, mi è rimasto dentro e ne ho regalato diverse copie.
Grazie!!!racconti dei “miei amati” ragazzi in modo fantastico.
mi sei sempre sembrato una persona interessante e molto osservatrice!
da fabio il 4 Dec, 2007 | Replica
Anna. Che meraviglia ritrovarti. Se lo dici tu mi fido…