Il terrorismo a la page
18 November, 2007 | da Fabio |
Società . Ai familiari di una eventuale vittima conviene che l’eventuale vittima passi a miglior vita in un attentato terroristico, piuttosto che per mano di un banale, nostrano mafioso. Il rimborso, infatti, è più che doppio. Lo dice la finanziaria. Immagino che il parlamento abbia considerato la percentuale un po’ più alta dei secondi in italia. In fondo sono soldi pubblici. Ma chissà perchè, comunque, nel ragionamento c’è qualcosa che non mi torna. Sarà che si parla di vite? O che pensavo di aver eletto dei politici, non degli assicuratori. E poi un dubbio: Gabriele Sandri come lo si conta? E l’ispettore Filippo Raciti? Loro valgono ancora meno di un morto per mafia, essendo morti per calcio? E i morti sul lavoro? E Giovanna Reggiani? Quanto valeva la vita di Giovanna Reggiani?
Televisione. Per rimanere in tema antiterrorismo: Jack Bauer. Ho cominciato il dvd numero due di 24 (prima stagione) - quattro episodi - alle ore 20 di ieri sera e sono riuscito a spegnere tutto alla fine del dvd numero 3 - altri quattro episodi - che erano passate le due di questa mattina. Â Â








3 Risposte a “Il terrorismo a la page”
da emilio il 19 Nov, 2007 | Replica
ciao fabio, credo che il terrorismo evochi, anche nel legislatore, il panico del baratro, della sovversione senza rete di protezione, della eliminazione delle garanzie sulle quali si regge una democrazia, e che dunque più o meno consapevolmente e più o meno a ragione sia considerato un rischio maggiore della mafia.
con la mafia, alla fine si è convissuto e si convive - può pensare l’incauto legislatore - non accorgendosi però che sebbene quel che il terrorismo ha di mira sia la sovversione repentina, la mafia si infiltra progressivamente nei gangli del potere politico, agendo dall’interno e provocando danni maggiori e permanenti (magari anche nell’immaginario collettivo!).
da Mario il 20 Nov, 2007 | Replica
Da assicuratore trovo triste che ci sia un prezzo per ogni vita e che ci resti il vago sospetto che il prezzo dipenda dal calcolo delle probabilità .
Da cittadino festeggio il fatto che almeno oggi ci sia un minimo di certezza in più sul supporto dello stato. Ho letto nel libro di Mario Calabresi la storia della figlia di Custra, uomo d’ordine ucciso da due colpi di pistola negli anni caldi attorno al ‘77, qui a Milano. La famiglia è rimasta per anni senza aiuti, senza un riconoscimento, senza niente di niente.
La figlia ora lavora in polizia e ha perdonato gli assassini di suo padre. Vuole incontrarli, capire.
Dove trovi la forza per farlo per me rimane un mistero.
da Fabio il 22 Nov, 2007 | Replica
Ho finalmente letto anch’io il libro di Calabresi, Mario. Un libro da consigliare, davvero.
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