OGR

26 October, 2007 | da Fabio |

dsc02701.JPGTorino. Giovedì, armato di quei caschetti glamour che vedete nella foto, sono andato a visitare le Officine Grandi Riparazioni. Costruite alla fine dell’800 e destinate alla manutenzione di locomotive, diventeranno uno spazio espositivo. I ragazzi di Traffic hanno sonorizzato la visita con rumori metallurgici, echi di vapori e carrelli. Ci sono ancora vetri rotti e scritte sui muri (negli anni ‘90 era uno dei luoghi simbolo dei rave torinesi). Così quello scheletro industriale è rivissuto di nuovo attraverso una musica campionata e graffiante: i due volti di una storia sintetizzati in un pomeriggio di pioggia. Qualunque cosa diventino le Ogr, spero vengano trasformate in un luogo accessibile a tanti. In uno spazio di rallentamento. Torino ha bisogno di aree alternative (espositive e no) che non siano solo di passaggio, ma che vengano abitate, vestite, godute con lentezza. E senza pagare biglietti. E che non siano centri commerciali. Anche di musei con i cancelli ne abbiamo già, e spesso sono zeppi di oggetti comprensibili a un pubblico di due persone (curatore/autore). Ora, magari, pensiamo a far incontrare le persone. Fermiamole, invece di spararle da un posto all’altro. Diciamo loro ciao. Ciao.

Varie.  Qui trovate una intervista radiofonica al sottoscritto. E martedì, se siete cuneesi, sono agli Ex Lavatoi. Nel prossimo post termino l’articolo di Marco. Giuro.  

  1. Una risposta a “OGR”

  2. da emilio il 29 Oct, 2007 | Replica

    hai ragione, manca la ‘piazza’ nella quale si andava anche solo a dire ‘ciao’, ma forse a torino manca da sempre.
    bella l’intervista, ciao

Risposta al commento