Non andrò a votare
11 October, 2007 | da Fabio |
Società . Chiedo perdono, ma non ci riesco. Cosa non si sa già dei risultati delle primarie? Chi tra Letta e la Bindi arriverà secondo? E’ questo che sono chiamato a decidere, su questo mi devo esprimere, per questo devo pagare il mio euro? Lunedì, all’alba, Walter Veltroni sorgerà sul Partito Democratico. Gli faccio i miei più sinceri auguri. Metterà d’accordo tutti. Sicuro. Se non ci riesce uno come lui, terzomondista, narratore popolare, buono come una pagnotta, che da juventino, quando la Roma vinse lo scudetto, sbandierava con affetto il bandierone con la lupa. Come fai a volergli male, a uno così? Vorrei che almeno avesse il buon senso di dimettersi da sindaco di Roma, ma non lo farà . Perchè lui è ovunque, e vuole bene a tutti. Farà il premier part time, suppongo. In ogni caso, terrò intasca il mio voto per un’occasione più seria, o anche solo quando conterà qualcosa.
Letteratura.  Doris Lessing è il premio nobel per la letteratura 2007. 88 anni, nata in Iran, vissuta in Rhodesia. Niente Roth e Adonis, quindi, ma una donna, cantrice dell’esperienza femminile. In Italia è edita da Feltrinelli e io, ahi, non ho mai letto nulla di lei. Commenti da chi la conosce?
Altra letteratura. Se poi siete interessati agli esperimenti editoriali, qui c’è una presentazione video della collana quindicilibri, edita da Fandango e curata da Voltolini e Baricco. Una roba completamente diversa è invece questa, a proposito dei discorsi sulla politica su cui ci si arrovella qua sopra e nei commenti.








14 Risposte a “Non andrò a votare”
da emilio il 11 Oct, 2007 | Replica
credo siano cinque gli euro da pagare per votare! ma non è questo il problema…il nuovo partito nasce male senza una linea precisa e senza speranza di rinnovamento. niente primarie, neanche per me, ciao
da marcoinlaguna il 11 Oct, 2007 | Replica
diamo a cesare quel che è di cesare… ossia 1 euro e non 5… io non ho ancora deciso, ero uno dei più convinto della bontà di un partito moderato (quello che una volta si chiamava ulivo) ora non sono più convinto della bontà del processo… ciaociao
da Irene il 12 Oct, 2007 | Replica
Sono d’accordo con blogdegradabile. Se poco poco ci credi al partito democratico (cosa non scontata), ma nel caso, non esprimere il tuo voto, ti leva la possibilità di qualsiasi commento successivo. Non voti e poi cosa? Ti consoli dicendo a te stesso: tanto lo sapevo finiva così? E visto che lo sapevi che cosa hai fatto? Mah!
Quanto alla Lessing, potresti cominciare dal sublime “L’erba canta”,che ha scritto a trent’anni e io ho edito dalle edizioni La Tartaruga.
da Fabio il 12 Oct, 2007 | Replica
Blogdegradabile (e Irene) è esattamente questo il problema. Blog dice: “prendete Mastella, con i suoi pochissimi voti gli hanno affidato il ministero della giustizia”. E allora a cosa serve che io vada a votare se poi loro si spartiscono la torta comunque come gli pare? E’ da quando ho 18 anni che mi ritrovo a votare il meno peggio, a votare tappandomi il naso. E continuerò a farlo, se si tratta di stabilire chi va al governo. Possibile che debba farlo ANCHE quando la mia coalizione inscena un momento di pura democrazia? Sarei andato volentieri a votare qualcuno che volevo far vincere. Se vogliono solo un parere sulle percentuali di appartenenza alle varie correnti, siano loro a chiamare me, e mi diano pure un euro. O mi offrano almeno un caffè.
Cercherò l’erba della Lessing.
da cf05103025 il 12 Oct, 2007 | Replica
Io non andrò a votare, ero perplesso già prima ché ero contrario e contrariato dalla nascita di questo partito.
Ho subito poi pressioni, mi hanno detto, che se non vado a votare ritorna Alì Berlù, aggiungasi infine che ho ricevuto due telefonate da due persone sedicenti/amiche, angosciose, pressanti, staliniste; ambedue le dette figure o figuri hanno avuto molti benefici assai “tangibili”, posti importanti, da una certa sinistra torinese.
Per cui vieppù incazzato non andrò a votare.
MarioB.
da Wick il 12 Oct, 2007 | Replica
Su blogdegradabile il post l’ho scritto io, e qui è arrivato un feedback automatico.
Io capisco le reticenze di chi non va avotare, e penso che questi abbiano tutti i motivi del mondo per essere disillusi, ma, per quel che mi riguarda, è più forte di me: ancora non riesco ad astenermi, anche se sono solo delle primarie.
Poi, è vero, loro si spartiscono la torta come gli pare, ma mi piace pensare che votare le minoranze possa servire a dare un messaggio. Se così non fosse, amen, avrò perso il mio voto (e un euro!).
Ribadisco che non voglio convincere nessuno, e anzi, non solo credo ci capire profondamente chi decide di non votare, ma in un certo senso lo invidio anche =)
da Fabio il 12 Oct, 2007 | Replica
Caro Wick, anch’io penso che votare le minoranze possa servire a dare un messaggio. Ma qua non vedo minoranze. Vedo un partito costruito a tavolino, dominato da Ulivo e Margherita, in cui tutte le mosse - dal sedicenne candidato di Veltroni, al teatrino con la Lario, alla presenza indolore di Adinolfi e Gawronski/Schettini - sono concertate per dire alla gente “l’avete deciso voi”, mentre lo avranno deciso loro.
Chi lavora con i ragazzini sa quanto sia importante, talvolta, portarli a scegliere non tanto quello che vogliono loro, quanto quello che desidera l’adulto. Loro non se ne accorgono e si sentono importanti. Ecco. La mia sensazione è un po’ questa. Di essere trattato come un ragazzino…
da emilio il 12 Oct, 2007 | Replica
da collega sottoscrivo in pieno il tuo ultimo commento, fabio, ciao!
da Irene il 12 Oct, 2007 | Replica
Va bene tutto. Votare, non votare, convinti più o meno. Per la carità . Non c’è nessun obbligo. Ma vorrei ricordare, solo perché nessun altro lo fa, che un partito non è, e non coincide, con il suo segretario.
Che le “linee” di partito le decidono anche le “correnti”. E va bene che va di moda essere anti-sistema, ma le minoranze che nessuno si prende la briga di sostenere “Perché tanto vince Veltroni”, non solo contano (eccome, da sempre, in un partito di sinistra, finché non decidono di scindersi…), ma sono importanti, essenziali. Che un partito non è, come Berlusconi ha tentato di farci credere, proprietà privata del suo segretario. Dunque, se possibile, non riduciamo la fondazione di un nuovo soggetto politico a Veltroni sì o Veltroni no. E’ falso, ingiusto, semplicistico e fuoriviante.
i.
da Wick il 12 Oct, 2007 | Replica
Plaudo ad Irene per aver avuto il dono di esprimere anche il mio pensiero, e molto meglio di quanto avrei mai potuto fare io, fra l’altro =)
da Fabio il 12 Oct, 2007 | Replica
Colpito. Resta il problema di capirle, queste correnti. Se qualcuno di voi ne ha chiari i percorsi, la cartografia, le contaminazioni, sarei felice me le spiegasse. Perchè, o io sono un po’ ciula, o a qualcuno fa comodo lasciare che l’acqua rimanga torbida, in modo che che sia difficile scorgere il fondo. Bisognerebbe fare come quell’oceanografo che ha seguito le paperelle giocattolo…Â
Comunque, Irene, se tu lassù in terra straniera non riuscissi a votare, mi offro come portatore del tuo voto (chiamatemi Frodo)
     Â
da Silvia il 13 Oct, 2007 | Replica
Io credo che il problema se votare o meno, dipenda da due fattori:
1) credi nel partito democratico? Ti senti rappresentato, almeno in parte, da una delle sue confusissime correnti?
2) credi nel voto come strumento democratico?
Se la risposta al primo o al secondo punto è NO, allora non c’è nessun motivo per andare a votare. Ma se la vostra risposta è Sì, ad entrambe le domande, allora credo che non abbiate un buon motivo per non andare.
Ritengo che il voto sia ancora il mezzo più democratico che ci sia per permettere a tutti di esprimere la propria opinione. Se è vero, come dice Fabio, che le forze politiche ci trattano come ragazzini, stabilendo loro i giochi, facendoci poi credere di esprimere la volontà del popolo (le segreterie dei partiti ci impongono, ormai, anche i candidati…), sminuendo così la forza del voto dei cittadini. E’ altrettanto vero che il problema non è non votare (perché tanto non serve…), ma riuscire a ridare peso al voto.
Credo che sia importante che le persone esercitino il diritto di esprimere la propria opinione, soprattutto di questi tempi, al limite anche con un voto nullo, di protesta, ma un voto!
Detto questo, io, questa volta, non voterò: ho risposto NO al primo punto!
Buona scelta a tutti!
Silvia
da emilio il 14 Oct, 2007 | Replica
il problema, a mio avviso, rilevante è che l’assemblea costituente le linee guida del partito democratico l’avrei fatta eleggere prima, e certamente svincolata dall’elezione del leader; il partito ne avrebbe sicuramente guadagnato in credibilità . ciao!