Burma Police
5 October, 2007 | da Fabio |
Musica. Lo ammetto. Avevo paura. Temevo l’effetto reunion fine a se stesso. Che si accontentassero di mostrarsi al pubblico, icone della nouvelle vague musicale britannica - che infatti, essendo britannica, si chiamava new wave e non nouvelle vague -, maestri del minestrone, tra jazz, punk e reggae. E invece no. Il concerto dei Police a Torino, il 2 ottobre, è stato grandioso. Hanno scodellato tutte le canzoni migliori, le corde vocali di Sting hanno ceduto qualcosina (ma poco) solo sul finale, Andy Summers - che dei tre è quello che porta di più, sul viso, i segni del tempo - ha dimostrato di saper strapazzare ancora le corde della sua chitarra, e Copeland credo abbia percosso qualunque cosa avesse sotto tiro, dal gong alle collanine di conchiglie. A un certo punto hanno infilato una dietro l’altra Every little thing she does is magic, Wrapped around your finger, e De do do do de da da da, così, senza sosta. E quando dopo due ore piene se ne sono andati, avrei voluto suonassero ancora, che mi facessero avere quattordici anni ancora per un po’, perchè per buona parte del concerto, non so come, ve lo giuro, ho avuto quattrodici anni. E’ stato magnifico.  Â
Riviste. Dopo Diario, ecco un altro lutto editoriale. Stilos era un pregevole quindicinale letterario, costruito attorno al lavoro di una manciata di appassionati. Di Stilos apprezzavo le molte interviste, le rubriche che un mio amico definiva funebri, a causa della piccola foto in alto e dell’impaginazione grigiastra, ma spesso pungenti, interessanti, anche divertenti. A Stilos avevo rilasciato una intervista (appunto), ad agosto, e attendevo di ritrovarla in uno dei numeri di settembre, o di ottobre. Ma con quello della settimana scorsa, Stilos ha chiuso i battenti. Vibrisse ne parla qui. Io vorrei parlarne, ma non so cosa dire. Perchè le riviste che mi piacciono tendono a chiudere? Ora esco e mi abbono a Men’s Health.  Â
Spostamenti. Sono stato a Terni, lunedì. Andata e ritorno in macchina, praticamente in giornata. L’incontro presso la biblioteca civica era organizzato in occasione della Marcia della Pace Perugia-Assisi, che si terrà  domenica prossima. Attraversando il Piemonte, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, mi sono stupito (mi stupisco sempre) di come l’Italia sappia essere straordinariamente bella, anche vista dall’autostrada. Attraversandola pensavo alla mia liberta di attraversarla, di percorrerla. Pensavo che le magliette della marcia sono rosse, quest’anno, come quelle che molti hanno indossato qualche giorno fa, nel povero tentativo di sentirsi vicini al popolo birmano. A Terni sono andato a cercare la pasticceria Pazzaglia, dove ho comprato del pampepato, che pensavo di non trovare, dato che siamo ancora lontani da Natale. Mi sono seduto su una panchina. Ho osservato la gente rincasare dal lavoro. Una ragazza giovane con uno zainetto Benetton a tracolla si è fermata per chiedermi una indicazione, una piazza. “Non sono di qua” ho detto. “Mi spiace”. Mi sono alzato solo quando ho avuto freddo ai piedi.      Â








6 Risposte a “Burma Police”
da emilio il 5 Oct, 2007 | Replica
io c’ero a vedere i police: un concerto davvero riuscito! canzoni che hanno ancora una indelebile forza,
ciao
da Gonza bassa il 5 Oct, 2007 | Replica
Al concerto dei Police mi ero portata il tuo libro, cosi’ se ti avessi incontrata me lo sarei fatta autografare, così non è stato, ma è l’unica cosa che non ha funzionato in quella sera meravigliosa…
)
Per la cronaca la pasticceria pazzaglia in cima a corso tacito a terni ha mantenuto solo il nome e cambiato gestione, la prossima volta che vuoi un pampepato basta chiedere, la mamma del gonzorte ne fa a milioni l’8 dicembre
da Fabio il 5 Oct, 2007 | Replica
Attenzione Gonza. Se passo da Roma, in dicembre, aspetto un assaggio…
da Gonza bassa il 5 Oct, 2007 | Replica
….allora ti prendo in parola! e pure per la gola già che ci sto…
da emilio il 6 Oct, 2007 | Replica
ciao fabio,
mi farebbe piacere sapere chi sia il tuo favorito per il Nobel per la letteratura… ti piace Roth?
da Fabio il 6 Oct, 2007 | Replica
So che per il Nobel si sono fatti i nomi di Roth, di Mailer, di Vargas Llosa, di Oz, di Grossman… bè, difficile dire quali di questi lo meriti di più. Sono tutti dei grandissimi testimoni del nostro tempo e dei talentuosi protagonisti della letteratura mondiale. Tra questi quelli che conosco meglio sono Roth, Oz e Grossman. Tutti e tre mi piacciono moltissimo. E tutti e tre, ora che ci penso, hanno origini ebraiche. Lo scorso hanno il Nobel è andato a Pamuk (musulmano), per cui non escluderei l’effetto par condicio. Il più vecchio dei tre è Roth (del ‘33). E anche questo potrebbe avere il suo peso.