Brooklyn Superhero Supply
3 September, 2010Se state cercando un certo numero di galloni di liquido per l’invisibilità o una confezione di pomata per l’onnipotenza o una scatola di combustione spontanea, be’, chiudete le porte, spegnete i cellulari e statemi a sentire, perché io posso dirvi dove procurarvele. Se siete a New York, dovete prendere la metropolitana arancione F da Manhattan, scendere alla fermata tra la nona strada e la quarta avenue, a Brooklyn, e portarvi alla quinta strada. Al numero 372 troverete una grande insegna nera con su scritto in bianco: Brooklyn Superhero Supply. A questo punto, non vi resta che entrare.
Entrare nella sede della 826NYC.
Accade questo, che alcuni anni or sono Dave Eggers e altri professionisti della scrittura si interrogano sulle potenzialità del saper scrivere e del saper leggere, insomma, del saper comunicare in genere, e, dopo lunghe ricerche e discussioni, giungono alla seguente conclusione: le competenze linguistiche rendono più forti. Sì, esatto. Più vigorosi, più potenti, più reattivi, più agili, più un-sacco-di-cose. E i bambini che le posseggono hanno molte possibilità in più di farsi strada nella vita rispetto i loro coetanei dal vocabolario rinsecchito, dalla sintassi ingarbugliata e dal pensiero monco (monco perché inespresso, perché senza sbocchi).
Così, decidono di fondare una associazione che offra ai bambini delle aree disagiate della città una palestra nella quale esercitare la lingua e permettere così al loro cervello di farsi dei gran bei muscoli, di quelli utili nella vita. Ma le parole sono noiose! Dicono i bambini. Allora, loro si inventano il Brooklyn Superhero Supply. Un negozio dove poter acquistare il necessario per trasformarsi in un supereroe – spray per correre alla velocità della luce compreso – ma che anzitutto organizza workshop, giochi e quant’altro, tutto all’insegna del saper comunicare.
Alcuni avvisi, prima che entriate al Brooklyn Superhero Supply. Come in tutte le storie di supereroi che si rispettino, ciò che sembra non è, e ciò che è non sembra. Ossia: una volta entrati nel negozio, la prima impressione potrebbe essere, diciamolo, deludente. Non è nient’altro che una botteguccia che vende sciocchezze, potreste dire. Ma se siete fortunati, mentre vi aggirate spaesati tra gli scaffali, entrerà un qualche ragazzino che, senza degnarvi di uno sguardo, sposterà uno degli scaffali contro il muro e vi permetterà di vedere per una frazione di secondo cosa si cela là dietro. (Ecco cosa)
Avete presente la caverna di Batman? Questo posto è ancora meglio. Questo posto è reale. Questo posto insegna ai bambini che saper dire quello che si pensa, saper dare un nome alle proprie emozioni o agli oggetti che li circondano o alle azioni con le quali si utilizzano quegli oggetti, be’, tutto questo rende liberi. La 826NYC ha anche una rivista: la 826NYC Review.
Se camminate per Brooklyn verso Prospect Park potrebbe capitarvi di incontrare in giro per le strade gruppi di ragazzini che osservano, trattengono, mandano a memoria pezzi della loro città. Se li incontrate, non disturbateli. Lo fanno per essere, poi, in grado di raccontarla. Lasciateli fare, proseguite, magari comprate una maglietta al BSS, che è già un modo per finanziarlo.
Poi, quando tornate indietro, in Italia, regalate un libro a vostro nipote. E se avete un po’ di tempo, leggeteglielo ad alta voce, e chiedetegli di continuare la storia, e mentre lui scrive voi state lì, al suo fianco, e, se serve, aiutatelo a trovare le parole giuste. Forse non lo sapete, ma lo state trasformando in un supereroe.
(Pubblicato su Linus - agosto 2010)










